Il mio percorso nel mondo della psicologia è iniziato a Cagliari, dove ho conseguito la laurea triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche. Successivamente mi sono trasferita a Torino, dove ho proseguito gli studi conseguendo la laurea magistrale in Psicologia Clinica e di Comunità.
Negli anni, l’interesse per il lavoro clinico e per la comprensione dei processi psicologici che accompagnano la sofferenza mi ha portata ad approfondire sempre di più quest’ambito, fino a scegliere la specializzazione in psicoterapia cognitivo-comportamentale, conclusa nel 2025. La formazione cognitivo-comportamentale rappresenta oggi la base del mio lavoro clinico. Mi permette di accompagnare la persona nella comprensione del rapporto tra pensieri, emozioni e comportamenti e di individuare insieme quei meccanismi che, spesso senza che ce ne rendiamo conto, possono contribuire a mantenere una difficoltà nel presente.
Con il tempo, però, ho sentito l’esigenza di ampliare ulteriormente il mio sguardo. Non fermarmi soltanto al sintomo, ma comprenderlo all’interno della storia e delle esperienze della persona, chiedendomi quale significato possa avere e cosa abbia contribuito alla sua nascita e al suo mantenimento. È anche da questo interesse che nasce il mio approfondimento del trauma e delle esperienze emotivamente significative. Ho completato la formazione EMDR di I e II livello e oggi integro questo metodo nel percorso psicoterapeutico quando può essere utile e indicato rispetto alla storia e agli obiettivi della persona.
Una parte importante della mia formazione riguarda inoltre la mediazione familiare e interculturale, esperienza che ha arricchito il mio modo di osservare le relazioni, i conflitti e il contesto nel quale ciascuno di noi vive. Mi ha aiutata a considerare la persona non come qualcosa di isolato, ma all’interno della propria storia, dei propri legami e delle relazioni significative.
Nel mio modo di intendere la psicoterapia, la relazione terapeutica occupa un posto fondamentale. Cerco di offrire uno spazio accogliente e privo di giudizio, nel quale la persona possa sentirsi libera di raccontarsi, anche nelle parti di sé che può essere più difficile mostrare o comprendere. Ogni percorso viene costruito insieme, definendo obiettivi condivisi e rispettando i tempi e le caratteristiche della persona. Non credo nelle risposte preconfezionate: il lavoro terapeutico significa, per me, comprendere ciò che sta accadendo, riconoscere le proprie risorse e costruire strumenti e modalità nuove per affrontare con maggiore consapevolezza ciò che crea sofferenza.
Ogni persona porta con sé una storia diversa e, proprio per questo, ogni percorso terapeutico è unico.